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Riccione 25 - 26 marzo 2006

RICCIONE

25 – 26 Marzo 2006
CONVEGNO "Il Suono della Vita"
Croce Rossa Italiana (comitato locale di Riccione)
Associazione Papageno
F.I.M.:
3° Circolo Didattico di Riccione

Il 2 aprile dello scorso anno, con Simona Ghezzi (la segretaria della F.I.M.), ero a Minneapolis, nel Minnesota, con alcuni “specialisti” per documentarci sull’educazione dei bambini Down negli USA. Oggi, ad un anno di distanza sono a casa mia a ripensare alle giornate di Riccione.
Come sono i prof. all’Università di Minneapolis? Sono gentilissimi. Inviano in Italia un vagone dei loro libri. Quale è stata la raccomandazione per l’educazione dei bambini con sindrome di Down? Il linguaggio dei segni (LIS), proprio quello dei sordi che, negli USA viene raccomandato per TUTTI i bambini.
A Riccione c’era Raffale Saggese, ragazzo di 28 anni, eccezionale suonatore di saxofono e clarinetto. Raffaele è affetto dalla sindrome di Down. Possiamo conciliare il linguaggio dei segni con la sindrome di Down? Possiamo proporre agli “specialisti” (medico psicologo clinico, logopedista, psicomotricista, educatore professionale, fisiokinesiologo, infermiere) presenti con noi a Minneapolis, così entusiasti delle indicazioni americane, di conoscere Raffaele? Sicuramente faremo questa proposta. Quale sarà la risposta? L’America o il ragazzo di Rodi Garganico?
Sappiamo che noi italiani soffriamo di esterofilia. Il punto effettivo è un altro.
Quale pensiero sull’uomo c’è nell’educazione di Raffaele (la musica è stata la base di tutto quello che il ragazzo ha fatto per conquistare la sua autonomia attuale) piuttosto che nella proposta della lingua dei segni? Raffaele è una persona realizzata. Riceve riconoscimenti e plausi. Sa badare a se stesso. Ha imparato a parlare attraverso il canto, a leggere e scrivere attraverso il canto, nel coro. Si prepara le partiture e gli arrangiamenti dei brani che esegue, da solo.

LA VISIONE (o mappa) del MONDO

Gli incontri che i professionisti iscritti alla F.I.M. stanno organizzando (Congresso in Sicilia, incontro di Riccione…) sono radicati nel pensiero umanistico - fenomenologico. I punti focali sono:
- origine della Memoria (Epistemologia del Suono e della Musica. La Prima Orchestra);
- origine del Movimento (Ordine – Coordinazione – Apprendimenti - Numerazione);
- farsi spontaneo della parola;
- essere nel Mondo (la Relazione con il mondo, con gli altri, con se stesso – il Comportamento);
- divenire. Ogni evento, ogni passo in avanti è punto di partenza per procedere per… "Andare Verso";
- che cosa c’è "dentro" ad ogni evento?

Il LUOGO

Fabio ci ha portati nel luogo dove ciascuno di noi impara a diventare un essere sociale: nella scuola.
La nostra scuola accoglie TUTTI i bambini (dal 1974). Nel nostro paese non facciamo discriminanti fra i bambini "normali" e quelli che presentano difficoltà da gravi a gravissime. I nostri bambini sperimentano esperienze formative che li aiutano a crescere consapevoli dei bisogni di ciascuno.
I commenti "a caldo" che sono arrivati dai soci F.I.M. presenti a Riccione mi hanno fatto tornare alla memoria il commento principale che veniva emesso, durante i convegni di Assisi (diciotto anni di insegnamento), a seguito della presentazione dei miei lavori:
"E’ un Miracolo…è un falso, si tratta di un montaggio… lei è così…vale solo per lei…la strega…la madonna…la santa Giulia ecc…"
Questi commenti sono una grande occasione per imparare. Che cosa si nasconde "DENTRO" a questi commenti? Quali emozioni, sentimenti profondi, vissuti proibiscono di guardare all’operato di un collega in modo oggettivo? La PNL parla di lenti annerite; è un rischio che corriamo tutti quando siamo preda di sentimenti particolari.
Non si tratta di stregoneria…è soltanto una questione UMANA!
Il contatto giornaliero con l’ARTE, con la MUSICA favorisce il riconoscimento e la messa in atto di doti così NATURALI che finiscono per essere dimenticate. Abbiamo bisogno di spiegazioni, di apprendistati, di elenchi, di misurazioni per scovare in noi quello che, semplicemente, fa parte della natura UMANA?
Il Convegno di Riccione ha posto il medico della Croce Rossa Italiana vicino a me, alla musicista - musicoterapeuta. La collocazione era perfetta. Musica e Medicina, da sempre, si prendono cura dell’uomo. I traumi, la sofferenza, le emozioni, il dolore esistono da sempre.

I LAVORI

Il bambino presentato da Laura Giavatto aveva tutte le caratteristiche dell’iperattivo per niente intenzionato ad ascoltare, a relazionarsi con gli altri. Laura e Marzia, operando all’interno del servizio di neuropsichiatria dell’Ospedale, hanno dimostrato che, suonando, giocando e cantando, è possibile far superare questi comportamenti, senza dover ricorrere alla somministrazione di farmaci. Oggi questa prassi sta dilagando; sembra che tutti siano proprio soddisfatti…il bambino sta calmo… non disturba…il problema non c’è più.
Che cosa fanno i farmaci "dentro" al bambino?
Che cosa hanno provocato Laura e Marzia con i loro giochi musicali "dentro" al bambino?
Laura e Marzia hanno messo in atto la "relazione circolare" accogliendo anche la mamma. Così abbiamo potuto verificare che un bambino, inizialmente non attento, deciso a fare di testa sua, ha incominciato ad ascoltare, a guardarsi, a relazionarsi, a condividere le attività con gli altri. Abbiamo visto una mamma preoccupata, tesa, in ansia, diventare una mamma occupata a giocare con il figlio.
Laura e Marzia hanno deciso di intraprendere il percorso formativo che offrirà loro continue occasioni per comprendere, per cambiare, per agire in modo sempre più efficace. Formazione, in senso umanistico, è scovare ciò che è prezioso “dentro” a ciascuno di noi per scovarlo negli altri. È un attingere costante alle risorse interne che non smette di stupire.
Che cosa ha combinato Lara Moroni con il suo bambino con diagnosi d’autismo? Perché mai ha operato con la presenza della mamma?
Il setting dovrebbe essere riservato al solo bambino!!!
Il bambino seguito da Lara, con la sua mamma, ha compiuto passi incredibili. Nessuna previsione ottimistica avrebbe potuto avvicinarsi alla realtà. Lara ci ha presentato questa esperienza con garbo, classe, professionalità. Lara ha coinvolto la famiglia, il paese, la città!!! Ha coinvolti tutti noi, impegnati a cantare, accompagnati al pianoforte da questo bambino che aveva una diagnosi di autismo. La "relazione circolare" rischia di fare il giro del mondo, ossia il GIROTONDO. Lara, musicista affermata, in formazione con Aleph oltre che con l’A.P.M.M., attraverso la musica, sta scoprendo se stessa attraverso gli altri. La ringraziamo per la gioia e la serenità che ha donato a tutti i presenti.
Che dire di Nicoletta Bettini?
Dolore e gioia danzano sull’archetto del suo violoncello.
I temi della sofferenza, della solitudine, della morte, sono sulle corde di uno strumento musicale che fa danzare anche coloro che sono colpiti da una malattia degenerativa. Il movimento è la vita (parole della ragazza di 34 anni colpita dal morbo di Parkinson che Nicoletta ci ha fatto conoscere dal vivo).
Vogliamo avere il testo di Nicoletta per leggerlo, per farlo anche nostro (non solo di Nicoletta), per ricordare che la vita è bella proprio nei momenti in cui sprofondiamo nel pessimismo e ci lasciamo abbattere dai problemi del quotidiano. Nicoletta ha maturato le esperienze “dentro” di sé attraverso se stessa e ce le ha donate attraverso i gesti danzanti di persone che, giorno dopo giorno, sono costrette a rinunciare a piccole parti di movimento. Siamo tutti piccoli, molto piccoli e per questo abbiamo bisogno della relazione circolare, per essere nel girotondo della vita, per comprendere il senso della vita stessa.
Quali parole per ringraziare Francesco Delicati?
Chi gli ha insegnato a danzare in quel modo, a parlare in quel modo, a sorridere in quel modo?
Per di più con persone affette dall’Alzheimer e con una manciata di giorni da vivere?
Il tema della vita - morte. Ecco, siamo al punto che fa tremare tutti. La vita, il tema caro a Barbara Gasperoni con il suo libro "La musica del grembo materno" e la morte. Non occorre avere figli per sentire amore per l’infanzia, per sapersi relazionare con bambini che soffrono… per scoprire il senso della vita a stretto contatto con la morte.
Francesco tratta il tema in modo poetico (ricordiamo Leopardi?). Soltanto così la morte non ci separa dagli affetti. Seneca scrisse: "imparare a vivere significa imparare a morire". La musica dà senso a questo. A maggior motivo l’attenzione va riportata sulla formazione, sul coraggio e sulla forza di accogliere le difficoltà, le emozioni, il dolore personale per apprezzare quello degli altri e portarlo verso un processo di trasformazione. Un grazie a Francesco.

"le allegre note…le note crescenti…le dolenti note"

"Le allegre note", il coro dei bambini della scuola elementare.
"Le note crescenti" il coro dei bambini delle elementari che, crescendo, vogliono continuare a cantare.
"Le dolenti note" il coro dei genitori degli altri coristi.
Questo è anche il lavoro di Fabio Pecci. Un coro "dentro" ad una scuola, secondo gli scopi educativi e formativi di una scuola, con la responsabilità di far crescere la società di domani. I coristi hanno scoperto che è BELLO fare musica insieme. Cantano e suonano. Cantano il repertorio tradizionale, i canti di oggi, la storia, i problemi sociali di oggi, la presenza di altre culture, gli inserimenti scolastici. Italiani, stranieri, in difficoltà (disabili), bianchi, colorati ecc…sono TUTTI nel coro…nei cori.
Fabio fa cantare TUTTI…Raffaele Saggese suona e fa ballare TUTTI.
Il concerto serale porta "DENTRO" di sé più contenuti di quelli scritti in libri e libri. Fabio e Raffaele ci fanno vivere la differenza fra DIRE e FARE, in particolare "saper fare".
Fabio ci ha anche fatto conoscere la terribile storia di Manuel, un bambino al quale è stato asportato l’emisfero cerebrale destro. Abbiamo visto la “relazione circolare”, la nascita del movimento, la nascita della voce, della parola, il DIALOGO nel senso più completo e vitale del termine.

CHI RIMANE?

Giulia Cremaschi, Simona Colpani, Mauro Scardovelli: i formatori della musicoterapia umanistica.
Lara Moroni e Rocco Giordano hanno presentato i criteri di "Aleph" umanistica integrata.
Giulia e Simona hanno trattato i temi del plurihandicap. Più le situazioni sono gravi (Fabio lo aveva già documentato), più sorgono le risorse, più si impara, più si procede nella formazione personale.
Non posso parlare di me in terza persona. Non posso neppure nascondere il fatto che Simona ed io abbiamo fatto il viaggio di ritorno insieme, interrogandoci l’una con l’altra. Di che cosa abbiamo parlato? Abbiamo parlato della formazione, ossia della "relazione circolare" che ci ha fatto crescere. Nulla è scontato, neppure per noi. Professionisti come Nicoletta, Fabio, Lara, Francesco, Barbara (altri che non erano presenti a Riccione), che conosciamo da anni, ci hanno dimostrato come per formazione si intenda un procedimento interiore, profondo che inizia a partire dalle esperienze e dai vissuti. Simona ed io ricordiamo bene le esperienze ed i vissuti che abbiamo proposto nel passato…quello che ci ha felicemente e responsabilmente stupite è il percorso personale che ne è scaturito, personale per ogni professionista.
Posso chiarire attraverso un esempio. Quando ho incominciato a interagire con i bambini sordi non avrei mai pensato di arrivare alla elaborazione di principi teorici tanto profondi quanto difficili da comunicare. Tutto questo è accaduto perché i bambini, a contatto con i suoni, hanno manifestato il loro modo di essere, di percepire, di gioire, di soffrire, di elaborare i loro vissuti.
Il principio: "Il bambino mette del suo" vale per tutti noi.
Il difficile consiste nel far sorgere le condizioni (il contesto di opportunità) affinché questo accada. Svolgere attività di formazione significa prendersi una grandissima responsabilità in cambio della gioia di assistere a veri e propri processi di trasformazione nei professionisti. Siamo molto lontani dal criterio dell’insegnamento, del fare corsi, del porsi come docente. Stiamo proponendo un dialogo così intenso e profondo che si trasforma in terreno fertile (presso gli antichi la fertilità coincideva con la felicità) nel quale ognuno lascia crescere e manifestare se stesso.
Nelle presentazioni dei lavori di Riccione (in buona parte era già accaduto al congresso in Sicilia) sono stati superati quegli schematismi che caratterizzano il criterio "scientifico" dell’esposizione del "caso". I dati fondamentali della presentazione sono serviti per entrare "dentro" alle caratteristiche umane di ogni professionista. Il "caso" diventa un documento prezioso che mette in luce aspetti della vita, del dolore, della sofferenza, della solitudine che, attraverso il "fare musica" si trasformano in GIOIA.

L’incontro di Riccione è stato tutto un GIOCO dove erano messi in musica la professionalità, la scuola, le malattie della vecchiaia, l’ultimo respiro, l’isolamento dell’austimo, gli aspetti più profondi della percezione (casi di sordocecità ed ancora più gravi), il nostro essere insieme a condividere emozioni fortissime, il nostro accettare le emozioni come risorsa umana.

Ciò che è DOVEROSO

Un omaggio alla Dirigente Scolastica, sempre presente, vibrante, determinata nel procedere (Il coro va avanti).
Un grazie ai volontari della CRI, umani e cordiali, come li vuole il loro presidente, il dottor Alberto Manzo.
Grazie al pubblico…meglio di così non avrebbe potuto essere.
Grazie a Mario Zattin, sempre presente e attento, pronto a curare al meglio il nostro web www.musicoterapia.it

Giulia Cremaschi Trovesi