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Pedagogia Musicale: primo incontro "Il canto originario"

Musicoterapia Veneto

Il "Gruppo Regionale di Professionisti della F.I.M."
ha organizzato tre incontri di formazione con
Giulia Cremaschi Trovesi
dal titolo: "Pedagogia musicale - Il canto originario"

"La musica è dentro all’uomo prima che attorno all’uomo" (E. Willems)

Conduttore: Giulia Cremaschi Trovesi

I tre seminari sono dedicati a professionisti, insegnanti, specialisti che operano all’interno di asili nido, scuole materne, elementari, medie, superiori o che si occupano di corsi di propedeutica musicale, corsi di musica ecc…

Dove:
- Padova - Via Toselli 5 - Sede associazione Nuova Realtà Onlus

Date:
- 13 - 14 (sab - dom) marzo 2010 - Primo incontro
- 10 - 11 (sab - dom) aprile 2010 - Secondo incontro
- 15 - 16 (sab - dom) maggio 2010 - Terzo incontro

Orario:
Sabato Registrazione partecipanti: 9:00
- Inizio corso: 9:30
- 14.30-19.30

Domenica
- 9.30-13.00
- 14.30-18.00

Costo:
- 160 Euro a chi si iscrive ad un singolo seminario;
- 400 Euro a chi si iscrive a tutti e tre i seminari (pagamento di 300 euro al primo seminario e 100 euro all’ultimo seminario).

Il seminario è valido per il percorso del musicoterapista e del musicoterapeuta.
Inoltre è valido per la formazione permanente.

Descrizione dei seminari

Primo incontro "Il canto originario"

Con il termine spazio intendiamo: larghezza, lunghezza, altezza (volumi). Queste tre dimensioni non bastano. È in gioco il tempo, il tempo che passa. Spaziotempo sono inscindibili. I suoni si espandono nello spazio mentre il tempo passa. Ascolto, movimento ritmo, suoni sono la percezione spaziotemporale.
Il contrasto silenzio – suono – silenzio è ciò che chiamiamo ritmo; è il mondo conosciuto ancor prima di nascere. Imparare a conoscere la musica, la notazione musicale significa prendere coscienza del nostro vivere, a partire dalle esperienze originarie. Conoscere il senso della notazione è conoscere se stessi attraverso la corporeità.
Imparare a conoscere la musica vuol dire saper condurre bambini disordinati, chiassosi, scarsi nell’apprendimento ecc.. verso l’ascolto.
Ritmo, come avviene nella "prima orchestra" (il grembo materno) è ordine. L’applicazione di questo ordine, dopo la nascita e nella crescita, è gesto, azione, manipolazione, movimento, misura. Il canto originario ci fa camminare, saltare, correre, cantare, parlare. Il termine educare, ossia tirar fuori è essenziale per vivere, per essere consapevoli di se stessi. Possiamo parlare di linguaggi o di linguaggio originario (quello dei ritmi e dei suoni) dal quale ne scaturiscono altri? Comprendere il senso della notazione musicale ritmica e melodica vuol dire comprendere che suoni e ritmo sono all’origine del "Leggere, scrivere, far di conto".

Secondo incontro "Il ritmo musicale: la notazione musicale"

Gli strumenti musicali sono strumenti, sono mezzi dei quali ci serviamo fare musica. In quali, quanti modi possiamo servirci degli strumenti musicali a partire da quelli più adatti alle mani infantili quali gli idiofoni, le piccole percussioni, fischietti di vario genere?
I bambini sono sempre pronti per avere tra le mani qualcosa che suona, ancor meglio che fa rumore. Come passiamo dal far rumore alla notazione musicale? La lettura ritmica è già nell’ordine dei movimenti. Basta saper individuare questo ordine presente perfino nei momenti del chiasso e del disordine.
Ritmo e voce sono nel suono, nel canto, nel linguaggio parlato.
La lezioni di educazione musicale sono le più adatte per condurre tutti gli alunni verso l’apprendimento fondamentale della vita: la relazione con il mondo, con gli altri, con se stesso.
La musica è ordine per eccellenza. La notazione musicale è il mezzo per prendere coscienza di questo ordine.

Terzo incontro "Gli strumenti musicali – prolungamento del corpo"

Il nostro corpo, in termini musicali, il corpo vibrante, è il protagonista del saper ascoltare per imparare a fare musica, a leggere una partitura, ad essere parte fra le parti nel gioco della polifonia musicale, del dialogo. Solo nel caso della musica più voci possono suonare nella contemporaneità, creando un intreccio che chiamiamo arte dei suoni. Essere protagonisti di questi procedimenti musicali vuol dire vivere il "bello" dell’arte. Il silenzio, tanto richiesto nelle classi dagli insegnanti, a volte anche urlando, è la condizione per l’inizio della musica. Il silenzio è una conquista.
I lavori seminariali dedicheranno spaziotempo all’utilizzo educativo del flauto dolce per vivere la polifonia strumentale e vocale.

Ai partecipanti verrà rilasciato un Attestato di Partecipazione dalla F.I.M. (Ente accreditato presso il Ministero dell’Istruzione) e APMM.