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Lettera ai lettori

Caro lettore,
la storia della musicoterapia, iniziata ormai da più di vent’anni, come tutto ciò che riguarda le azioni degli uomini, è molto complessa.
Sebbene i corsi di musicoterapia italiani, sorti nei primi anni ottanta ad Assisi e, poco dopo, a Napoli, facciano riferimento a modelli per lo più esteri (anglosassone e sudamericano), si può affermare che esiste anche un modello italiano.
Il modello italiano, nato dalle esperienze che stavo realizzando e che mi fornivano costanti conferme sulla centralità e l’efficacia comunicativa della musica nella musicoterapia, non è stato accettato e condiviso dai fondatori delle scuole di musicoterapia in Italia perché erano professionisti in altre discipline, non musicisti. Nonostante questo molti professionisti hanno accolto questi principi curando la loro preparazione e formazione.
Nel corso degli anni, attraverso la pratica, lo studio e il confronto, i soci fondatori della F.I.M. hanno messo in luce la necessità di una formazione complessa e multidisciplinare in musicoterapia che, a partire da una sensibilità particolare per le relazioni umane, abbraccia:
- una formazione musicale specifica successiva agli studi musicali;
- una preparazione culturale;
- una preparazione personale;
- una preparazione professionale;
- una formazione psicologica specifica.
Il rapporto con le organizzazioni estere è stato ricco di eventi e di cambiamenti di scena a partire dal Congresso di Parigi (1985). I personaggi più agguerriti nel farsi avanti stavano perseguendo obiettivi diversi senza tener conto del ruolo che la musicoterapia stava assumendo in quegli anni. Questa crescita è documentata nei testi di una ristretta cerchia di professionisti italiani che si sono dedicati allo studio, alla pratica, al confronto e alla ricerca (v. bibliografia).
I loro sforzi e le loro ricerche rimanevano però nell’ombra, mentre venivano valorizzati soltanto i modelli stranieri, come si può constatare confrontando la presenza in Italia di testi di autori stranieri tradotti in italiano con nessuna attenzione dedicata alla traduzione dei testi italiani esistenti.
Viste queste premesse i professionisti soci della F.I.M. ritengono opportuno trarre profitto dalla storia per valorizzare il nostro patrimonio culturale e professionale:
- facendo conoscere il modello italiano mediante l’organizzazione di Convegni, Congressi, Seminari, pubblicazioni, pagine web, ecc.;
- estendendo queste conoscenze all’estero con incarichi ufficiali di rappresentanza;
- creando reti di collaborazione con altri modelli italiani ed esteri.
La pubblicazione di queste pagine web è l’occasione per:
- presentare il modello di musicoterapia umanistica, che si è dimostrato particolarmente efficace grazie alla qualità dei fondamenti epistemologici, musicali e culturali;
- permettere ai nuovi arrivati di scegliere fra offerte diverse, nello spirito dell’etica professionale.

Augurando una buona lettura
Il Presidente F.I.M.
Giulia Cremaschi Trovesi