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Il valore del grido

Preludio

"E i giorni e le notti e i mesi e gli anni che non erano prima che il cielo nascesse, fece in modo che potessero nascere. E per motivo della misura del tempo furono fatti il sole e luna, quanto alla terra, nostra nutrice, il dio la fece guardiana e operatrice della notte e del giorno prima e antichissima delle divinità nate dentro il cielo" Scenario meraviglioso, grandioso, nascita del tempo come Numero del Movimento, come possibilità di dire: ecco il primo "toc" del cuore che ritorna.
Gioviamoci di queste immagini cosmiche di Platone per arrivare ad attingere a quello che cerco di dire qui. Immaginiamoci i primi esseri umani, i primi tra virgolette, si perdono nella notte dei tempi, ma immaginiamoci per comodità di esempio i primi esseri umani gettati nella notte e nel giorno. Ma sapete che cosa vuol dire essere gettati nella notte e nel giorno là dove non c’è né casa né riparo né mutua, né pensione, gettati nell’oscurità minacciosa, terribile, piena di pericoli nell’attesa angosciosa del ritorno della luce? Che cosa credete che hanno fatto questi primi esseri umani di fronte all’attesa della luce, di fronte al ritorno della luce se non un grido?
Questo GRIDO è tutto…è la soglia, è la cellula, è il punto di partenza di quello che noi chiamiamo fenomeno antropologico è il punto di partenza del ritmo, là dove il levare diventa battere, là dove l’invocazione nasce dall’evocazione.
(Carlo Sini Milano 2002 Incontro F.I.M. presso "le Stelline" "Il Ritmo come corpo del significato")

Sarabanda

Sono passati venticinque anni da quando alcuni professionisti, non musicisti, fondarono il primo corso Assisi di musicoterapia anteponendo "terapia" a musica. Oggi a Bologna, durante il Congresso Europeo Internazionale di Musicoterapia "Musicoterapia in Italia e in Europa": realtà e prospettive di una professione, promosso dall’AIM con l’EMTC in collaborazione con la F.I.M. e la Conf.I.A.M., l’Europa sancisce che la musica è centrale nella musicoterapia. Si chiudono le interminabili discussioni che hanno rallentato l’iter istituzionale di questa disciplina nel nostro paese. La musicoterapia è un’arte. Sono le parole del presidente dell’EMTC ed è il titolo del libro "Musicoterapia, arte della comunicazione" (G. Cremaschi Trovesi, ed. scient. Ma.Gi. Roma 1996)

Minuetto

La storia va avanti. Si sta creando fra i professionisti formati su modelli differenti, un agire collaborativo che porterà ad un miglioramento qualitativo della musicoterapia.
Questa disciplina avrà la sua identità.
Nel momento attuale i professionisti di tutta l’Europa, attraverso i loro rappresentanti all’interno dell’EMTC stanno lavorando per definire i criteri per il Registro Professionale Europeo (EMTR). I temi in discussione riguardano la pratica clinica, la formazione, la supervisione.

Giga

Una volta stabiliti i canoni professionali comuni, in difesa dei professionisti e dell’utenza, rimane lo studio vero, il più affascinante ed interessante. Lo studio entrerà all’interno della disciplina stessa, alla ricerca dei suoi principi, dei suoi fondamenti, dei suoi "perché". Si parlerà allora di epistemologia della musica. Comprendere i "perché", i fondamenti, vuol dire trovare il senso del proprio agire, scovare i legami fra l’essere nel mondo, i suoni del mondo, i suoni del grembo materno (La prima orchestra), il movimento, la parola, il numero.
Siamo così tornati al valore del "Grido" di cui parla Carlo Sini, all’emotività umana integrale ed originale che è "dentro" ciascuno di noi e che la musica è in grado di evocare.

Augurando una buona lettura
Il Presidente F.I.M.
Giulia Cremaschi Trovesi