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Edith Stein
Il problema dell’empatia
Edizioni Studium, Roma, 1998

Edith Stein nacque a Breslavia nel 1891. Fu uccisa nel 1942 nel campo di concentramento di Auschwitz in Polonia. Nel 1933 era entrata fra le Carmelitane Scalze, realizzando un desiderio rimasto per molto tempo inappagato.

Il problema dell’empatia, un’opera di alto valore scientifico, viene qui presentata per la prima volta in lingua italiana. Posto ai confini tra filosofia e psicologia, questo studio mostra come si possa esperire la coscienza altrui, per giungere alla comprensione delle persone con cui entriamo in rapporto.

L’opera è ripartita in quattro parti. La prima comprende un’ampia esposizione di tutta la letteratura empatica (è la parte storica mancante); nella seconda viene delineata l’essenza del concetto di empatia: qui, in particolare, la Stein entra in polemica con Theodor Lipps e con Max Scheler; nella terza e nella quarta parte, quella sistematica, vengono trattati, rispettivamente, il problema della costituzione dell’individuo psicofisico e quello dell’empatia comprensione delle persone spirituali.
Il tema centrale dell’opera e dell’autonoma ricerca della Stein è il concetto di empatia. LaStein, cioè, vuol chiarire a se stessa quale sia la vera essenza dell’empatia in sede rigorosamente fenomenologica; quale sia insomma il momento empatico che caratterizza la relazione intersoggettiva tra due persone. Ciò perché Husserl, riferendosi a Lipps, nelle proprie lezioni aveva parlato di un genere di esperienza, che aveva designato col termine di empatia, senza precisare in che cosa consistesse e che cosa fosse. Inoltre, «non vi era alcuna affinità - scrive la Stein - tra quel che Husserl (stando alle sue parsimoniose indicazioni) intendeva dire con il termine empatia e quel che Lipps chiamava così». Questo il problema su cui la Stein ha spinto la sua indagine e di cui ha tentato di trovare una soluzione, mediante un suo originale contributo.