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13-05-2017

IL CORSO DI MUSICOTERAPIA

Ci giungono numerose richieste riguardanti i corsi di formazione in musicoterapia, la loro validità, la certificazione, come si svolgono, di cosa trattano. Ecco un’intervista a Giulia Trovesi Cremaschi alla quale sono state rivolte alcune di queste domande.

Il Corso di Musicoterapia APMM - la legge 4/2013 - la Norma UNI 11592

E’ obbligatorio rispettare le indicazioni di una Norma UNI? No, non ci sono obblighi. Prendiamo ad esempio un elettricista che fa un impianto. L’elettricista è libero di lavorare secondo il suo criterio. Nel caso in cui sorgessero guasti i problemi dovrà rispondere in prima persona. La norma tutela il professionista competente.

L’UNI, ente di normazioni, a seguito della legge 4/2013 sulle nuove professioni, si occupa delle nuove professioni non regolamentate. La Norma UNI 11592 sulle Artiterapie, in particolare per la musicoterapia, richiede requisiti affinchè il professionista raggiunga l’adeguamento agli standard professionali europei EQF (European Qualification Framework).

Il Corso di Musicoterapia Umanistica APMM, ha avuto inizio nel luglio 2016. La strutturazione del corso risponde ai requisiti richiesti dalla Norma UNI 11592 ed è qualificato da FACcertifica (autorizzato da ACCREDIA).

I musicoterapeuti, a partire dalla direttrice del corso, Giulia Cremaschi Trovesi, coinvolti nell’insegnamento e nell’impegno di tutor, sono certificati FACcertifica. Le certificazioni risalgono ormai a novembre 2015 per la direttrice, a febbraio 2016 per gli altri professionisti.

Giulia Cremaschi Trovesi ha decenni di esperienza come insegnante in corsi di musicoterapia. Sentiamo la sua opinione chiedendole alcuni apprezzamenti rispetto alla sua esperienza di docente nel passato e attuale.

Domanda: ha già insegnato in corsi frequentati, come nel caso del Corso APMM, da professori di musica?
Risposta: Il Corso di musicoterapia APMM è frequentato da professori, ossia da persone che posseggono la laurea triennale di Conservatorio. Va chiarito che sono anche in possesso di altri titoli di studio e/o lauree. Poiché i corsisti posseggono conoscenze musicali professionali, per la prima volta, rispetto all’insegnamento che ho svolto in altri corsi di musicoterapia, la pratica musicale strumentale, vocale, euritmico-creativa è il filo conduttore del Corso.
La dichiarazione di Willems : “La musica è dentro prima che attorno all’uomo” all’interno delle pratica musicale che avviene nel Corso di Musicoterapia APMM è diventata una realtà. Le conoscenze musicali accademiche dei corsisti si arricchiscono di un agire musicale creativo che trasforma la tecnica vocale e strumentale in qualcosa di estemporaneo, comunicativo, bello. I corsisti scoprono le loro risorse. Le conoscenze acquisite in ambito accademico consentono una libertà di movimento in ambito musicale comunicativo/creativo. I corsisti, alla fine di ogni incontro, mettendo in luce ciò che accade dentro di loro, acquistano la consapevolezza progressiva del valore e dell’importanza della musica per ogni essere umano, libera da vincoli legati all’età o allo stato di salute.

Domanda: Quali strumenti musicali utilizzate?
Risposta: Il Corso richiede, a tutti i corsisti, la pratica vocale, pianistica, con la chitarra, con i flauti dolci (soprani, contralti, tenori, bassi), con le percussioni. All’interno del corso, attraverso la collaborazione fra i vari docenti, si realizzano ore di pratica vocale / strumentale che coinvolge tutti. Ogni corsista interviene suonando il suo strumento e prendendo sicurezza progressiva con gli altri strumenti e con la voce. Le parole non possono raccontare quello che accade nella realtà, in particolare non possono mettere in luce le emozioni, la gioia partecipativa del gruppo. La musica scorre liberamente, nel rispetto dei criteri teorici, creativi ed epistemologici.

Domanda: Studiate specifiche patologie?
Risposta: il Corso APMM, come dimostra il nome dell’associazione, si occupa di pedagogia musicale e musicoterapia. Al centro dell’attenzione c’è l’essere umano libero da restrizioni dovute all’età o allo stato di salute. La musicoterapia rientra nelle Artiterapie. Noi dedichiamo attenzione alla persona nella sua complessità attraverso l’ascolto richiesto in modo musicale (voce e/o strumenti) che possa sfociare in una partecipazione spontanea. Ascoltare è un’arte. In musicoterapia l’ascolto passa attraverso l’essere ascoltato e l’ascoltarsi.

Domanda: Quale programma state svolgendo in questo primo anno?
Risposta: La sospensione del giudizio è condizione fondante per la qualità della relazione docenti / corsisti. Questi ultimi attraverso richieste, domande, comunicazioni non verbali, manifestano la visione del mondo, o mappa del mondo che ciascuno di loro ha strutturato negli anni di studio. Come ciascuno di loro è stato accostato alla lettura musicale, come hanno intrapreso gli studi musicali, come sono stati introdotti alla lettura delle partiture, quali emozioni hanno vissuto in questi percorsi è determinante perché i docenti / formatori, aprano orizzonti nuovi. Si sta dedicando spazio, tempo, pratica musicale utile per conoscere e sperimentare gli insegnamenti dei grandi pedagogisti della musica. I corsisti seguono con attenzione autentica e sono precisi nel porre le loro domande. Rispondere non è una questione verbale, un parlare sopra alle cose bensì consiste nell’agire, nel creare esperienze musicali creando modalità che non rientrano nella prassi comune. La notazione musicale nasconde profondi segreti che vanno svelati per gradi, sul piano teorico ed epistemologico. La relazione fra docente / corsisti si snoda con il criterio della reciprocità che Socrate ha insegnato.