Tanto si dice e si scrive sul dialogo sonoro. Trattandosi di un contesto di relazione interpersonale il Dialogo Sonoro si presenta in modi che si rinnovano attimo per attimo.
Tutti gli strumenti musicali a disposizione possono e non possono essere idonei al D.S. Da un lato c’è il "cliente (paziente)", dall’altro lato il professionista.
Se il paziente può muoversi a suo piacimento, secondo le emozioni o l’estro del momento, il musicoterapeuta rispondendo a ciò che fa il paziente, ha il compito di tenere i fili della situazione.
I termini "facilitato" (il cliente-paziente) e "facilitatore" (il professionista) (Mauro Scardovelli) indicano le condizioni in cui si trovano i due protagonisti del dialogo.
Il facilitato ha a sua disposizione strumenti musicali a percussione (metallofono, xilofono), a membrana (vari tipi di tamburi) e li utilizza come vuole. Il facilitatore favorisce, incrementa, conduce il dialogo secondo la direzione che ritiene idonea.
