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08-10-2015

Corso quadriennale di Musicoterapia Umanistica

“G. CREMASCHI TROVESI”

Preludio

La voce dello Stato

LE PROFESSIONI REGOLAMENTATE

E’ definita tale l’attività riservata per disposizione di legge o non riservata, il cui esercizio è previsto solo a seguito di iscrizione in ordini o collegi subordinatamente al possesso di qualifiche professionali o all’accertamento delle specifiche professionalità (D.P.R. 7/08/2012 N.137). Sono disciplinate da leggi speciali e dal codice civile artt. 2229 e ss c.c.

LE PROFESSIONI NON REGOLAMENTATE

Tutte le professioni che non hanno ottenuto il riconoscimento legislativo.
La figura dell’Arteterapeuta rientra tra le professioni non regolamentate.
Sono ora disciplinate dalla LEGGE 14 GENNAIO 2013 N. 4: «Disposizioni in materia di professioni non organizzate».
L’art. 1, comma 2, della Legge 4/2013 dispone che: «ai fini della presente legge, per professione si intende l’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 c.c., delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative».

La nostra voce

La legge parla chiaro: le Artiterapie devono consistere in qualcosa di specifico che le differenzi dalle altre professioni. La Musicoterapia ha come connotazione specifica la MUSICA.

A.P.M.M.
Nel maggio 1991 è stata fondata l’APMM (Associazione Pedagogia Musicale e Musicoterapia “Giulia Cremaschi Trovesi”), allo scopo di condividere esperienze, studi, ricerche, verifiche attraverso la pratica musicale. Il confronto con le esperienze e gli studi esteri durante Congressi europei e mondiali, ha rafforzato la volontà di fondare il modello della musicoterapia umanistica. La presidente fondatrice dell’APMM, Giulia Cremaschi Trovesi, nel tempo, diviene caposcuola della musicoterapia umanistica.

F.I.M.
Nel maggio 1998 è stata fondata la F.I.M. (Federazione Italiana Musicoterapeuti), da parte di professionisti determinati a divulgare gli esiti degli studi, tuttora in atto, presso l’APMM “Giulia Cremaschi Trovesi”. Una vita di esperienze, studi, risultati, confronti, pubblicazioni, apre orizzonti per il futuro. Emergono principi epistemologici che evidenziano che gli studi di musicoterapia sono accessibili a chi possiede un livello adeguato di conoscenze, abilità, competenze musicali, come richiesto, oggi, dagli EQF (European Qualifications Framework).

Se la Musica è l’arte dei suoni, la musicoterapia potrebbe essere arte della comunicazione. Una definizione così ampia non spiega ciò che riguarda il mondo affettivo, sociale, il vivere degli esseri umani.
• Gli studi musicali accademici curano l’aspetto esecutivo – interpretativo - compositivo.
• Gli studi musicologici si occupano della storia, dei processi evolutivi di generi, forme, stili, interpretazioni, storia degli strumenti.
• La paleografia della musica indaga sulle trasformazioni dei segni scritti.
• La musicoterapia, traendo insegnamenti dagli studi accademici, musicologici, paleografici, indaga all’interno della musica stessa per individuare come, perché, quando può dare benefici. Si deduce che possa fare bene e… possa fare male. La musicoterapia ricerca in che cosa consiste la relazione uomo/suono riconducendola alla relazione filogenesi/ontogenesi.

La risonanza
Non c’è momento della vita che non sia interessato e intessuto di onde sonore, prima e dopo la nascita. Noi esseri umani, come tutto ciò che fa parte della Terra, viviamo ogni momento, coinvolti, compenetrati dalle onde sonore, attraverso il fenomeno fisico della risonanza a tal punto da essere trascurata, considerata ovvia, perfino dimenticata. La risonanza è ciò di cui è fatta la relazione uomo/mondo, così come accade per l’aria che respiriamo. La risonanza è all’origine dei processi di imitazione sui quali si fondano i linguaggi e le arti. L’imitazione è in atto dal momento in cui l’uomo è apparso sulla Terra. Oggi le neuroscienze ne dimostrano l’esistenza ed il valore.
La musicoterapia si occupa del “risuonare”, dei suoi effetti sulla persona ai nostri giorni (ontogenensi), di ciò che l’uomo, nella filogenesi, ha costruito nel risuonare “con” e “nel” mondo, fino a generare Arti e Linguaggi.
Epistemologia della musica, pertanto delle Arti e dei Linguaggi, studia la natura della conoscenza scientifica, i suoi metodi, la sua validità. La relazione suono - gesto – segno è l’origine dei segni della scrittura, dei numeri, della notazione musicale di cui ci serviamo in ogni momento. La persona è “Corpo Vibrante”. Non facciamoci trarre in inganno dal tecnicismo multimediale, perché ogni azione umana nasce “dentro” all’uomo, dalle emozioni, dalle motivazioni, dalla necessità di conseguire uno scopo, oggi come nel passato più lontano.

La domanda alla quale oggi è possibile rispondere
Occorre saper suonare per entrare in un corso di musicoterapia?
L’Europa dice “SI”.
Il livello EQF6 è richiesto dall’EU; equivale alla laurea triennale in musica.
Nei corsi di musicoterapia, in paesi europei dove questa disciplina è riconosciuta, è richiesto di essere in grado di suonare quattro strumenti musicali. Il pianoforte è obbligatorio.

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Per informazioni rivolgersi a apmm@musicoterapia.it