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Bambini prematuri
Età evolutiva

Interventi anche precoci per bambini con nascita gravemente prematura

Finalità

Il pianto prolungato ed apparentemente inconsolabile, il sorriso costante, l’indifferenza, la curiosità, il rifiuto o altro ancora sono comportamenti con i quali il bambino manifesta la sua posizione nei confronti della vita. Attraverso la Risonanza corporea (mediante il contatto diretto con la cassa armonica del pianoforte a mezza coda) e l’essere toccato, accarezzato, manipolato dal coterapeuta il bambino ritrova emozioni già conosciute all’interno del corpo materno. Ogni bambino nel ritrovare emozioni di accoglienza e gioia, reagisce in modo personale prima di aprirsi verso esperienze nuove. Per questo motivo è opportuno un contesto terapeutico di accoglienza che, senza ricorrere a parole, si prende cura del mondo emotivo del bambino piuttosto che dei danni attribuibili alla sua particolare condizione. Il bambino è il protagonista della sua crescita; egli può aprirsi verso una visione del mondo più ampia, perfino rinnovata che gli consente nuove decisioni nei confronti di se stesso, degli apprendimenti, della relazione con gli altri.
Si è svolto a Genova, nei giorni 1 - 2 dicembre 2004, presso la sala E.Montale del Teatro Carlo Felice, un incontro - scambio di esperienze con centri e istituzioni esteri, sul tema "La prima orchestra" . Il titolo è stato preso dal libro "Musicoterapia, arte della comunicazione". Dopo che, con il dottor Scardovelli, ho presentato una serie di esperienze, il prof. Serra dell’ospedale Gaslini di Genova, ha sottolineato la validità e la profondità del lavoro in musicoterapia. Egli ha comunicato che soltanto oggi, la medicina accoglie il principio che più un corpo è piccolo, più forte è l’incidenza del dolore, più gravi le conseguenze, nel tempo, sul piano relazionale. Ha specificato che queste conseguenze non sono ancora state monitorate.
Questa affermazione è in contrapposizione con quanto sostenuto e insegnato dalla scienza ufficiale fino ad oggi, e cioè che i bambini prematuri non sentivano il dolore e non ne conservavano memoria.
Ho descritto alcune fra le conseguenze al dolore,al suo prolungarsi per mesi, al senso di abbandono, della mancanza di linguaggio ecc. nel libro "Musicoterapia, arte della comunicazione" pubblicato nel 1996. Simona Colpani, coterapeuta presso l’A.P.M.M., fondatrice della "Relazione Circolare" (co - presenza di due professionisti, il musicoterapeuta ed il coterapeuta con i genitori) per intervenire con bambini con plurihandicap, aveva tracciato un grafico indicante l’incidenza maggiore del dolore in un corpo piccolo, per la tesi in psicomotricità prima (1994) e in pedagogia, due anni più tardi.
L’aver compreso questo dai bambini, addirittura precorrendo i tempi, dimostra la profondità del messaggio che arriva ai bambini attraverso la risonanza corporea vissuta nel gioco musicale dell’improvvisazione clinica al pianoforte.
I due modi di guardare a questa "mappa" della sofferenza in età molto precoce, conducono verso differenti modi di affrontare le problematiche che i bambini manifesteranno nella crescita. Il prof. Serra ha concluso presentando una diapositiva nella quale viene indicata la necessità di passare da "Cure" (cura) e "Care" (prendersi cura).
Gli interventi di musicoterapia sono imperniati sul condurre il bambino e la mamma verso l’accettazione degli eventi accaduti, per procedere a scoprire il valore della vita. I bambini trovano modo di "raccontare", attraverso gesti, movimenti, grida, anche attraverso il pianto i loro vissuti. La condivisione mediante l’improvvisazione musicale clinica al pianoforte e la risonanza corporea nella "Relazione Circolare" consentono al bambino di intraprendere la sua strada per vivere nel suo modo, spesso in presenza degli esiti da lesione cerebrale. Quando l’autostima prende il posto delle emozioni e dei vissuti precedenti, il bambino mette tutto se stesso per imparare a vivere, per essere contento di vivere e fare contenti i genitori.

Aspetti scientifici

La nascita gravemente prematura comporta, per la sopravvivenza, l’essere sottoposto a terapie intensive ed invasive. Questo impatto con la vita crea un “imprinting” che sarà alla base della visione del mondo che il bambino ha già strutturato. Anche nei casi in cui non si verificano lesioni cerebrali né danni di altro tipo (ipovisione, sordità), col passare del tempo, si riscontrano nei bambini con nascita gravemente prematura, atteggiamenti, comportamenti particolari che possono compromettere il buon esito degli studi, la relazione con gli altri, la qualità della vita. Il dialogo sonoro e tonico che caratterizzano l’interazione fra il musicoterapeuta ed il coterapeuta (la Relazione Circolare) creano il contesto nel quale il bambino può dare sfogo alle sue emozioni, ai suoi vissuti per accadere verso una visione del mondo allargata.
Il gioco musicale, anche nei momenti più delicati e difficili, è fonte di gioia che si rinnova attimo dopo attimo: in questo modo il bambino si apre verso l’esplorazione e la conoscenza secondo il suo modo di essere e percepire.

I video proposti

Video 1
Nascita gravemente prematura.
La voce della mamma.

Video 2
Nascita gravemente prematura.
Ingresso in musicoterapia - anni 9.
Che cosa c’è dentro al gioco?
- Risonanza
- Coordinazione
- Attenzione visiva (il b/no guarda con un solo occhio con visione laterale)
- Gioia partecipativa
- Gioco - Tante palline - Una pallina - Nessuna pallina
- Condivisione con la mamma
- Essere protagonista

Allegati multimediali
Video 1 - 2.6 Mb
Video 2 - 1.9 Mb
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