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Armonia e musicalità nell’espressione corporea e corpo vibrante

L’associazione A.P.M.M. di Bergamo
ha organizzato l’incontro di formazione per soli formatori F.I.M.

dal titolo: "Armonia e musicalità nell’espressione corporea e corpo vibrante"

Conduttore: Giulia Cremaschi Trovesi e Simona Colpani

Dove:
- Ponteranica (BG) - via Rosciano, 15 - 24010

Quando:
19 - 20 (sab - dom) marzo 2011

Orario sabato:
- 09:30 - 13.00
- 14.30-19.30

Domenica
- 9.30-13.00
- 14.30-18.00

Descrizione del seminario

"Proviamo ad immaginare che dentro ad un contrabbasso si possa inserire un violoncello, dentro al violoncello una viola, dentro alla viola un violino. Avremmo così, come in un gioco di scatole cinesi, uno strumento dentro ad all’altro. Dallo stesso strumento, visibile all’esterno, potremmo ottenere le prestazioni di quattro strumenti. Passando l’archetto sulle corde del contrabbasso, per simpatia (la risonanza), convibrerebbero le corde del violoncello, della viola, del violino. Le casse di risonanza, comprese l’una dentro l’altra, amplificano il gioco dei suoni armonici, secondo precise proporzioni. Ad ogni suono fondamentale che vibra corrispondono le armoniche nelle giuste proporzioni , fra la lunghezza delle corde ed i volumi delle casse di risonanza" (G.C.Trovesi "Il corpo vibrante" Ed. scient. Ma.Gi, Roma in fase di ristampa).
Se è vero che gli strumenti musicali, ossia i mezzi che ci consentono di fare musica, sono il prolungamento dell’uomo, il modello continuamente imitato e ricreato è l’uomo stesso, il corpo vibrante che riceve e produce onde sonore.

Armonia e arte hanno la medesima radice etimologica.
Ogni nostro gesto, ogni nostro agire può essere danza che comunica equilibrio. Ogni nostro raccontare può essere canto, ogni nostro camminare può essere danza, ogni nostra traccia può essere dipinto, ogni nostro tacere può essere silenzio che racconta e che prepara ad una nuova musica.
Il filosofo cinese Tchouang Tse spiegava che "Tutti conoscono l’utilità dell’utile, ma pochi quella dell’inutile" e che "utilità dell’inutile è l’utilità della vita, della creazione, dell’amore, del desiderio…"
L’arte, il bello, nell’attuale contesto culturale, vengono confinati a momento evasivo, ad un "di più" di cui si potrebbe anche fare a meno.
Solo ascoltando e sperimentando l’arte attraverso esperienze di armonia è possibile scoprire, come dice Tse, quanto sia utile l’inutile, o meglio ancora quando sia fondante ciò che appare inutile. L’apparentemente inutile è così radicato nelle nostre esperienze quotidiane, che ci sembra di poterne fare a meno.
Il seminario intende proporre la costruzione di un’esperienza, fatta di movimento e di musica, che analizzata consenta di conquistare maggior consapevolezza. Conosciamo noi stessi in modo sincretico, mentre il sapere ci viene trasmesso attraverso le analisi dei singoli pezzi che dovrebbero condurre ad una sintesi.
Armonia inizia con AR, radice che significa aderire, unire, disporre, onde il greco AR-ITHMOS (numero e propriamente serie, ordine) e AR-TEM (arte). AR ha il senso principale di andare, mettere in moto, muoversi verso qualcosa, da cui deriva ARTIOS perfetto, computo e propriamente composto adattato (ARISTOS ottimo) ARETE’ virtù.
È questo quello che ha fatto l’uomo contando e scrivendo il mondo: lo ha guardato e ha cercato di muoversi verso esso nel modo più perfetto possibile, cercando di raccontarlo, descriverlo.
Intento del seminario è favorire una conoscenza di sé e del proprio modo di conoscere che favorisca una congruenza tra ciò che siamo, ciò che facciamo, ciò che impariamo.

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