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A.P.M.M. Associazione

Associazione Pedagogia Musicale e Musicoterapia “G. Cremaschi Trovesi”

a cura di Giulia Cremaschi Trovesi

L’APMM è stata fondata nel maggio del 1991. Perché?

Breve storia

Negli anni fra il 1980 ed il 2000, insegnavo al Corso di Musicoterapia organizzato dalla “Cittadella Christiana” di Assisi. Alle mie spalle avevo esperienze di insegnamento nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondarie inferiori, superiori e una pratica di anni di formazione per insegnanti, di musica e di altre discipline scolastiche su incarico del Ministero e dell’I.R.R.S.A.E. Lombardia. Per interesse personale avevo seguito, in prima persona, i passaggi che hanno condotto all’inserimento e integrazione scolastica di alunni portatori di handicap (oggi chiamati alunni con disabilità).

Agli incontri di Assisi sentivo parlare, spiegare, insegnare in modo astratto, la musicoterapia. Mi resi conto che le esperienze che svolgevo da anni, avevano i requisiti per entrare, in modo concreto,nel termine musicoterapia. Era possibile intessere un dialogo con professionisti che avevano separato l’area teorica dalla pratica? Avvertivo la necessità, per chiarezza con me stessa, di superare questa discrepanza fra lo studio e l’agire. Questo è il motivo che mi ha spinto a fondare l’Associazione Pedagogia Musicale e Musicoterapia “Giulia Cremaschi Trovesi”.

Quale logo per l’APMM?


Gruppo di suonatori, bassorilievo dalla tomba di Nenchefta, necropoli di Saqqara, 5° dinastia
(Il Cairo, Museo)
 [1]

All’interno del secondo volume de “La Musica, enciclopedia storica”, edito dalla UTET, (pag 414, 1978) ho individuato la riproduzione di un bassorilievo proveniente dalla Piramide egizia di Saqqarah, rielaborato graficamente dalla mia collega Mira Verdina (autrice delle tavole del testo “L’incanto della parola”).

L’immagine rappresenta il primo tipo di notazione musicale chironomica affidato alla mano del maestro che indica all’allievo come e dove posizionarela mano e le dita. Avevo trovato ciò che cercavo:

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• la relazione maestro / allievo;
• l’arpa, ossia lo strumento musicale la cui cassa armonica procede dal basso verso l’alto, come accade per le cavità risonanti del nostro corpo;
• la posizione dei due protagonisti, posti l’uno di fronte all’altro, con gli sguardi direzionati fra di loro, in ascolto del suono, della musica;
• ……………...
Nella pratica musicale dell’antico Egitto, il direttore guidava, nel contempo, il coro, i suonatori, i danzatori. In un’unica immagine ho trovato il senso della complessità e inscindibilità delle Arti.
Con il passare degli anni, mi sono resa conto che la musicoterapia ha cercato me.

I passaggi dal percorso educativo verso quello più delicato della musicoterapia si sono evidenziati nel tempo, attraverso la pratica, lo studio, la ricerca.
L’art. 1, comma 2, della L. 4/2013 dispone che: «ai fini della presente legge, per professione si intende l’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 c.c., delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative».
Le scelte teoriche effettuate dai professionisti presenti presso l’APMM, oggi trovano riscontro nelle parole dell’art. 1 comma due della legge 4/2013.

I passaggi evolutivi

Per anni l’APMM è stata sede di incontri, a carattere volontario, da parte di giovani musicisti determinati a condividere esperienze per trovare i principi sui quali fondare la musicoterapia. Sono stati anni di studio, buon umore, viaggi in varie città,giornate intere dedicate alla supervisione. L’impegno è stato spontaneo, privo di fini di lucro. Dal 1980 fino al 2000 alcune delle professioniste dell’APMM hanno svolto la loro pratica musicale presso l’Istituto di Audiologia dell’Università degli Studi di Milano, facoltà di medicina. A me erano state affidate ore di insegnamento nei corsi di logopedia e psicomotricità. In modo collegiale, abbiamo intrapreso il nostro studio sulla nascita e l’evolversi del linguaggio verbale anche in presenza di patologie gravi e/o gravissime. Dedicarsi alla nascita, evoluzione e perdita del linguaggio verbale vuol dire occuparsi di tutto quello che riguarda la relazione, la comunicazione non verbale, l’origine del verbale. Abbiamo imparato a delineare le significative differenze fra gli schemi teorici della rieducazione/riabilitazione e i percorsi artistico/creatividella musicoterapia. Come dice l’art. 1, comma 2 della legge 4/2013, queste differenze devono essere chiare. Come ho scritto più e più volte, qualora la musicoterapia non presentasse qualcosa di proprio ed esclusivo, non avrebbe motivo di esistere.

I passaggi evolutivi degli eventi negli anni successivi creare un’associazione che si occupasse degli aspetti istituzionali, così nel maggio 1998, un nutrito gruppo di professionisti si è radunato attorno al tavolo di un notaio per fondare la F.I.M.

La storia continua….

Note