Suoni, voci, versi, rumori sono il canto originario della Terra, la Grande Orchestra. Suoni, voci, versi rumori sono il canto della Prima Orchestra, il grembo materno. Originario indica che è all’origine, è la sorgente, ossia il sorgere di una nuova vita che è viva attraverso il movimento (il suono è onda di pressione, di energia), il farsi della voce, l’ordine dei passi, dei gesti, la misura dei passi e dei gesti. L’attenzione va verso il respiro, il movimento, i gesti, l’essere nello spazio – tempo della vita su questa terra.
Quali connessioni possiamo trovare fra il respiro, il movimento, i gesti e la notazione musicale. Ci è stato insegnato che i segni scritti sono codici tramandati. È proprio vero? Quali connessioni possiamo trovare fra il respiro, la voce, il modularsi della voce e la notazione musicale. Ci è stato insegnato che i segni scritti sono codici tramandati. È proprio vero?
L’epistemologia della musica porta ad esplorare l’interno del mondo della pedagogia, dell’educazione, della crescita in generale dell’infanzia. Le esperienze ed i conseguenti studi in casi di bambini o adulti disabili (disabilità fisica, psichica, psicofisica, plurihandicap) si rivelano utili per valorizzare il percorso compiuto dall’umanità nella sua storia (epistemologia, ermeneutica) per comprendere ciò che occorre oggi.
"Musicoterapia": prendersi cura di qualcuno attraverso fare musica e/o l’utilizzo della musica.
La musica può fare bene?
Se può fare bene vuol dire che può fare anche male.
Da decenni si discute sul termine musicoterapia, sui possibili modi di intervenire, sulle numerose, a volte lunghissime definizioni. Gli aspetti in gioco sono: i bisogni dell’uomo, la sofferenza, il dolore, le deprivazioni, l’emarginazione, affrontati attraverso l’arte. L’arte affronta, esalta, sublima il dolore, fonte di vita. J. S. Bach, per citare un solo esempio, crea giochi polifonici che trasformano il dolore in quanto di più elevato si possa pensare! La musica parla nel profondo dell’uomo per dire quello che le parole non possono dire. Ritmi, intrecci polifonici di voci, sono ordine, proporzioni, rispetto di regole che portano verso un unico fine: l’armonia… per gli antichi harmonia.
Musicoterapia è la strada per conoscere come la musica può fare bene e come può fare male.
Si presenta la domanda che vorrebbe togliere il rischio dell’imprevedibilità della comunicazione per proporre le certezze insite in schemi, programmi, misure, tabelle numeriche del "che cosa fare": arte o scienza? Leggiamo le parole Karl Popper: "Le teorie scientifiche non sono mai certe e possono essere sempre rovesciate da nuovi sviluppi: questo è ciò che intendiamo quando diciamo che le teorie scientifiche mantengono sempre il carattere di ipotesi e congetture" ("Dopo la scienza aperta").
La storia della musica dimostra che nessun musicista, nessuno stile o sistema musicale è mai stato rovesciato. Più gli stili, i sistemi, i modi di fare musica, le idee dei grandi compositori si evolvono, più l’arte diventa un caleidoscopio magico.
È possibile descrivere la musica? Certo che no! È possibile vivere le emozioni suscitate dalla musica. Non possiamo parlare delle emozioni degli altri; possiamo leggerle sui loro volti, nei loro gesti, ascoltarle nella loro voce, coglierle nei loro respiri, incrociando i loro sguardi.
